|
 |
|
Questa
pagina nasce per ricordi di vita, ed ecco perchè
Sprazzi di vita, la parabola di Gesù è legata a un
momento felice della mia vita,la poesia di Madre
Teresa di Calcutta ero semplicemente serena,Se...Di
Kipling non riesco a spiegare o forse semplicemente
la trovo bellissima! Il brano di Susanna Tamaro fa
parte di un momento triste il momento che i miei
sogni sono finiti,la poesia di Emily Dickinson un
biglietto di auguri, ultimo favore stessa cosa di
Se. Ho sceso E.Montale vorrei semplicemente
dedicarla a mia mamma, sperando che dal posto in cui
è possa comunque sapere il mio amore per lei.
Luna |
|

Questa
notte ho fatto un sogno
ho sognato che ho camminato sulla sabbia
accompagnato dal Signore,
e sullo schermo della notte erano proiettati
tutti i giorni della mia vita.
Ho guardato indietro e ho visto che
a ogni giorno della mia vita, proiettato nel film,
apparivano orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.
Così sono andato avanti, finché
tutti i miei giorni si esaurirono.
Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi posti c’era solo un’ orma…
Questi posti coincidevano con i giorni
più difficili della mia vita:
i giorni di maggior angustia,
di maggior paura e di maggior dolore…
Ho domandato allora:
<<Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me
in tutti i giorni della mia vita,
ed io ho accettato di vivere con te,
ma perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti
peggiori della mia vita?>>
Ed il Signore rispose:
<<Figlio mio, io ti amo e ti dissi che sarei stato
con te durante tutta la camminata
e che non ti avrei lasciato solo neppure per un
attimo,
e non ti ho lasciato…
I giorni in cui tu hai visto solo un’ orma sulla
sabbia,
sono stati i giorni in cui ti ho portato in
braccio>>.
Anonimo Brasiliano
|
|

La
vita è un'opportunità, coglila.
la vita è bellezza, ammirala.
la vita è beatitudine, assaporala.
la vita è un sogno, fanne una realtà.
la vita è una sfida, affrontala.
la vita è un dovere, compilo.
la vita è un gioco, giocalo.
la vita è preziosa, abbine cura.
la vita è una ricchezza, conservala.
la vita è amore, godine.
la vita è un mistero, scoprilo.
la vita è promessa, adempila.
la vita è tristezza, superala.
la vita è un inno, cantalo.
la vita è una lotta, accettala.
la vita è una tragedia, afferrala corpo a corpo.
la vita è un'avventura, rischiala.
la vita è felicità, meritala.
la vita è vita, difendila.
Madre Teresa di Calcutta
|
|

Oggi,
dopo la colazione, sono andata in salotto e ho
cominciato ad allestire il presepe al solito posto,
vicino al camino. Per prima cosa ho sistemato la
carta verde, poi i pezzetti di muschio secco, le
palme, la capanna con dentro san Giuseppe e la
Madonna, il bue e l'asinello e sparsa intorno la
folla dei pastori, le donne con le oche, i
suonatori, i maiali, i pescatori, i galli e le
galline, le pecore e i caproni. Con il nastro
adesivo, sopra il paesaggio, ho sistemato la carta
blu del cielo; la stella cometa l'ho messa nella
tasca destra della vestaglia, in quella sinistra i
Re Magi; poi sono andata dall'altro lato della
stanza e ho appeso la stella sulla credenza; sotto,
un po' distante, ho disposto la fila dei Re e dei
cammelli.
Ti ricordi? Quand'eri piccola, con il furore di
coerenza che contraddistingue i bambini, non
sopportavi che la stella e i tre Re stessero fin
dall'inizio vicino al presepe. Dovevano stare
lontano e avanzare piano piano, la stella un po'
avanti e i tre Re subito dietro. Allo stesso modo
non sopportavi che Gesù Bambino stesse prima del
tempo nella greppia e così dal cielo lo facevamo
planare nella stalla alla mezzanotte in punto del
ventiquattro. Mentre sistemavo le pecore sul loro
tappetino verde mi è tornata in mente un'altra cosa
che amavi fare con il presepe, un gioco che avevi
inventato tu e non ti stufavi mai di ripetere. Per
farlo, all'inizio, credo che tu ti sia ispirata alla
Pasqua. Per Pasqua, infatti, avevo l'abitudine di
nasconderti le uova colorate nel giardino. Per
Natale invece delle uova tu nascondevi le pecorelle,
quando io non vedevo ne prendevi una dal gregge e la
mettevi nei luoghi più impensati, poi mi raggiungevi
dov'ero e cominciavi a belare con voce disperata.
Allora iniziava la ricerca, lasciavo ciò che stavo
facendo e con te dietro che ridevi e belavi giravo
per la casa dicendo: "Dove sei pecorella smarrita?
Fatti trovare che ti porto in salvo".
E adesso, pecorella, dove sei? Sei laggiù adesso
mentre scrivo, tra i coyote e i cactus; quando
starai leggendo con ogni probabilità sarai qui e le
mie cose saranno già in soffitta. Le mie parole ti
avranno portato in salvo? Non ho questa presunzione,
forse soltanto ti avranno irritata, avranno
confermato l'idea già pessima che avevi di me prima
di partire. Forse potrai capirmi soltanto quando
sarai più grande, potrai capirmi se avrai compiuto
quel percorso misterioso che dall'intransigenza
conduce alla pietà.
Pietà, bada bene, non pena. Se proverai pena,
scenderò come quegli spiritelli malefici e ti farò
un mucchio di dispetti. Farò la stessa cosa se,
invece di umile, sarai modesta, se ti ubriacherai di
chiacchiere vuote invece di stare zitta.
Esploderanno lampadine, i piatti voleranno giù dalle
mensole, le mutande finiranno sul lampadario,
dall'alba a notte fonda non ti lascerò in pace un
solo istante.
Invece non è vero, non farò niente. Se da qualche
parte sarò, se avrò modo di vederti, sarò soltanto
triste come sono triste tutte le volte che vedo una
vita buttata via, una vita in cui il cammino
dell'amore non è riuscito a compiersi. Abbi cura di
te. Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di
cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati
che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se
stessi, la prima e la più importante. Lottare per
un'idea senza avere un'idea di sé è una delle cose
più pericolose che si possano fare.
Ogni volta che ti sentirai smarrita, confusa, pensa
agli alberi, ricordati del loro modo di crescere.
Ricordati che un albero con molta chioma e poche
radici viene sradicato al primo colpo di vento,
mentre in un albero con molte radici e poca chioma
la linfa scorre a stento. Radici e chioma devono
crescere in egual misura, devi stare nelle cose e
starci sopra, solo così potrai offrire ombra e
riparo, solo così alla stagione giusta potrai
coprirti di fiori e di frutti.
E quando poi davanti a te si apriranno tante strade
e non saprai quale prendere, non imboccarne una a
caso, ma siediti e aspetta. Respira con la
profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno
in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da
nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in
silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti
parla, alzati e va' dove lui ti porta.
Susanna Tamaro dal libro (Va dove ti porta il cuore)
|
|
.jpg)
Se io
potrò impedire a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano
Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una
pena
o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.
Emily Dickinson
|
|
.jpg)
SE
Rudyard Kipling
Se
Se riesci a non perdere la testa, quando tutti
intorno
la perdono, e se la prendono con te;
Se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti
ne dubitano,
Ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro
dubbi;
Se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;
Se sai non ricambiare menzogna con menzogna,
Odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare
troppo buono,
E a evitare di far discorsi troppo saggi;
Se sai sognare - ma dai sogni sai non farti
dominare;
Se sai pensare - ma dei pensieri sa non farne il
fine;
Se sai trattare nello stesso modo due impostori
- Trionfo e Disastro - quando ti capitano innanzi;
Se sai resistere a udire la verità che hai detto
Dai farabutti travisata per ingannar gli sciocchi;
Se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili
ormai tutti consumati,
Le cose a cui hai dato la vita, ormai infrante;
Se di tutto ciò che hai vinto sai fare un solo
mucchio
E te lo giochi, all'azzardo, un'altra volta,
E se perdi, sai ricominciare
Senza dire una parola di sconfitta;
Se sai forzare cuore, nervi e tendini
Dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza,
A tener duro, quando in te nient'altro
Esiste, tranne il comando della Volontà;
Se sai parlare alle folle senza sentirti re,
O intrattenere i re parlando francamente,
Se né amici né nemici riescono a ferirti,
Pur tutti contando per te, ma troppo mai
nessuno;
Se riesci ad occupare il tempo inesorabile
Dando valore a ogni istante della vita,
Il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,
E, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo!
Rudyard Kipling
|
|

L'ultimo favore
Quando i miei occhi si chiuderanno per l’ultima
volta stanchi,
non dimenticare come ho vissuto e quello a cui ho
creduto.
Trovandoti di fronte al mio viso fisso e ai miei
palmi bianchi,
lasciami fantasticare sulla tua faccia un bel
sorriso paffuto.
Spero che tu mi abbia già detto tutto quello che
volevi,
che non sei qui per stupidi rimorsi, haimè, più
longevi.
Sii coerente coi miei più semplici pensieri,
non scordarti proprio adesso di chi ero ieri.
Per favore, non portarmi in un luogo in cui non ho
mai creduto,
faresti un torto anche al tuo credo, lascia libera
la mia anima.
Non sono mai stato cristiano credente, il tuo Dio mi
ha perduto,
anche se io ormai sono lontano, la penso sempre come
prima.
Sostienimi a far sì che non si profani il mio
robusto ideale,
cerca di tenermi lontano dall’ordinario, religioso,
funerale.
Taci in cuor tuo ogni preghiera, sussurrala nella
tua camera,
quando sarai solo, prima di prender sonno questa
lunga sera.
Accompagna i miei titoli di coda con una musica
festosa,
posa sul mio petto una lucente, chiassosa e
fragrante rosa.
Bevi alla mia vita che è andata e curati della tua,
che ti chiama;
goditi ogni momento, rimani sereno, sii umile e
rifuggi la fama.
Per favore, non lasciare che i vermi mi rosichino,
non permettere che mi interri un gelido becchino.
Che questo fuoco mi bruci in cenere, che io sia al
vento come vela;
impastami ai colori più sgargianti, poi stendimi
come olio su tela.
Solo così mi avrai fatto l’ultimo favore,
solo così riposerà in pace il mio cuore.
Paolo Orlandini - 18-10-2004 (alla morte di nonna
Mercede)
http://www.visibilmente.com/03artigiani/parole/l-ultimo-favore.html
|
|

Ho
sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di
scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni
gradino…..
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio
Il mio dura tutt’ora…
..né più mi occorrono le coincidenze, le
prenotazioni ,
le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà
sia
quella che si vede….
Ho sceso un milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di
più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille sebbene tanto offuscate
erano le tue.
E.Montale |
|
|