Certa mia poesia
scavalca il balcone
e corre in strada
dietro
a un passo frettoloso.
Insegue il tacco
che aguzza la notte.
Cerca un volto
questa mia poesia.
Torna a casa
delusa
scalando la grondaia.

Beppe  ©
 

Il bianco

Esser preso per la mano
che sento fredda
distesa di piazza
può servire a gremirlo
il bianco della solitudine.
Eppure, oggi,
le passeggio sole
queste mani
nelle tasche.

Beppe  ©
 

L'arcobaleno


Farsi leccare da tristezza
proprio quando l'arcobaleno
murato nel caveau della banca
s'incurva in abbraccio
d'orizzonte.
Così tardi
impigliata nei miei occchi
ti affacci
sui giorni del nulla
ragazza di secondo sguardo.

Beppe  ©

Un giorno di pioggia


Ogni cosa
può accadere
in un giorno come questo
quando piove anche nel cuore.
Potrebbe attraversare il mondo
un amico
e comparire d'incanto
tra i clienti del salone.
Potrebbe essere
per me
sulla scrivania laggiù
vuota per ferie
il telefono che squilla.
Che mi coglie di sorpresa
col nodo in gola
e frasi farfugliate.
E tre lettere insieme
potrei trovare
nella cassetta
da tempo vuota.
Può accadere
tutto
in un giorno di pioggia.

Beppe  ©

Le tue notti
Sento
le tue notti
scavalcare la collina.
L'alba
ti sorprende ansimante
profumare
nel sogno del mio abbraccio

Beppe  ©

Il confine


Chi tende
il filo spinato
che limita
il confine
della mia dolcezza?
Perchè
ogni tanto
apre varchi
lasciando entrare
soldati allo sbando?

Beppe  ©

Album di famiglia


Piccole dita di bimbo
pigiano rena, a Mondello,
nel secchiello di latta.
La paletta rugginosa.
E piaghe roventi di sole
che ha morso un segno
sulla schiena di quei giochi.
Un filobus arranca Valdesi
scintillando l'estate.
E carrozzelle tutte nere
di un lutto mai capito
ma sempre stato.
La giardinetta di zio
col legno vinto dal salso.
Quattro pagine fa.
Carezze
al velluto di una candida pomelia.
Un morso
al gelsomino sacrificato nel dolce.
Le narici
per gerani violenti di sete.
E passeggiare senza fine,
viali impazziti di storni,
per dieci lire d'anice
in un respiro d'acqua.
Per una brioche di melone e caffè.
Ed imparare il verbo
di bocche gridate addosso,
gonfie le vene del collo
a convincerti più forte.
L'orrore
dei tonni scannati.
L'occhio sgomento
del pesce spada
la testa mozza accanto alla bilancia.
I capretti squartati
di giudea crudeltà
sul ceppo di legno intriso di sangue.
Sempre attento a non slittare
sulle lastre della Vuccirìa
viscido specchio
di teli rossi
in un mercato
che non conosce sorriso.
Appena fritte,
le panelle,
nella mafalda ruvida di sesamo.
E brucia
la manina.
Fazzoletti ricamati d'addio
leggeri di speranza
agitati dal fischio del treno
Il saluto di Palermo.
Poche pagine fa.

Beppe  ©

Nuovo giorno

Fiamma del nuovo giorno
infila languida carezza
sul petto ansimante di sogno
e risveglia un battito muto.
Scorri un pensiero su fronte
crucciata dal tarlo
e stira pieghe di sale.
Soffia parole di brezza
su messi di nuova speranza.
Accendi stupiti papaveri
e scava quest'onda di grano
con dita profonde di solchi.

Beppe ©

Tu sei


tu sei
quel fiore
che sboccia all'imbrunire.
Solo una notte
per non spendere acqua.

Beppe ©

Sola


Sola,
nell'ombrello della doccia
scivoli sul ventre le dita
e le anneghi
in un pensiero nascosto.

Beppe ©

La battigia


pacata onda della notte
distendi con pietosa carezza
rughe scomposte di orme increspate
e offri candore
alla battigia stanca
anima affranta
di passi calcati con rabbia
inciampati e sconvolti
nella lunga giornata di sole.
L'alba
accucciata sulla spiaggia
ha trovato carezze
e m'aspetta là in fondo
sulla nuova battigia stirata.

Beppe  ©

Bronzi di Riace


crosta di sale e d'ostrica
l'abbraccio
ricevuto in pegno
d'uno sguardo.
Riprendila
ora
impossibile amore
la tua anima
di vita pulsante.

Beppe  ©

Senza colori, oggi


Non userò il colore
oggi.
Perdonatemi.
Basta solo un po' di nero
a sagomare la notte in autostrada:
un po' di bianco che ti sfiora ai lati
per risucchiarti ipnotico
in tunnel golosi.
Non ha colore
oggi
la desolazione
per cui ho spremuto
quel po' di bianco che avevo.
Resta ancora del nero
nel tubetto....
macchio l'uomo sul viso
d'un lutto moderno:
gli occhiali scuri del pianto.

Beppe  ©

Il coraggio di essere


Siamo anche l'albero
che tende il ramo
alle prime luci dell'alba
alle prime gocce di pioggia
alle zampe del rapace
che viene a raccontarci il sogno della vetta.

Beppe  ©

 

Pizzolungo


Pizzolungo
è una fiaba
racchiusa nel tufo.
Paziente
in fila indiana
si cuoce la noia
dei fichi d'india
che suda in silenzio
e gremisce
un miracolo d'orto
al ferro del sole.
Un faro di moto
scalda gechi sul muro
e corteggia la notte
di luna ventosa.
Si consuma nei sassi
in risacca lontana
il profumo di notti d'agosto.
Lontano da tutti
sullo scoglio inclinato
il nuovo giorno
pesca l'attesa
riflessa sul mare.
Sprofondiamo il faccino
nelle spalle bruciate
e sogniamo laggiù
un mondo d'adulti

Beppe  ©

Ferry boat


Ora
che l'attesa
si congiunge con l'evento
potranno
le mani baciarsi
gli occhi giacere insieme
le bocche inghiottire il poi.

Beppe   ©

Forte forte

Tutta una notte
nudi
io e te
là fuori sul prato
stringersi forte forte
fino a morirsi
dolcemente dentro
tutte le stille
d'una timida estate.

Beppe  ©

Questa mia anima


Oggi
la spalanco sbilenca
questa mia anima
con due stecche rotte.
Ombrello fradicio
fuori dell'uscio
che lasci affogare
nella sua piccola
pozza d'acqua

Beppe ©

E' questa


E' questa dolce confusione
che sorregge i miei pensieri
questo mio profumo
che si confonde col tuo
queste mie mani
che ricalcano nel buio
la forma delle tue
questi miei sogni
soffiati in sordina
nell'arco della notte.
Sotto una coperta
nascosti insieme
rubati allo spazio del risveglio.

Beppe ©

Poesia


Certa mia poesia
scavalca il balcone
e corre in strada
dietro
a un passo frettoloso.
Insegue il tacco
che aguzza la notte.
Cerca un volto
questa mia poesia.
Torna a casa
delusa
scalando la grondaia.

Beppe  ©

Il bianco

Esser preso per la mano
che sento fredda
distesa di piazza
può servire a gremirlo
il bianco della solitudine.
Eppure, oggi,
le passeggio sole
queste mani
nelle tasche.

Beppe  ©

Lo scontrino

Due caffè fuori orario
fuori zona.
Chiodo
geloso e puntuto
per appenderla storta
quella tua verità
lo scontrino rimasto
nell tasca della giacca.
Fotografa sciocco
il fumo del bar
l'angolino di luce soffusa
le dita smaltate di lei.
Una tragica
prova fiscale
che ignuda tremore
di voce.
Che abbassa gli slip
al rossore del volto.

Beppe ©

Efelidi

E proverò a contarvi tutte
firmamento di efelidi buffe
spruzzate dal caso
sulla schiena amata
arresa alla mano padrona.
Vi cercherò
una ad una
in punta di dita
sfiorando il brivido
del respiro convulso
e l'ansa di curva sinuosa.
E proverò a percorrere
la vena del seno
con pollice lento
e ladro giungere
inatteso viandante
al bacio esclusivo.

Beppe
14.03.2007 ©

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