Lella 5

  Lella

 

Nel cielo ombrato di nubi

io non so dove l'aquila prenda il volo

ne' so dove il cielo e la terra si tuffano al confine

ma mi par di volare quando, nel cielo ombrato di nubi,

s'affaccia timido un raggio di sole

a rischiarare anche l'anima assopita

oltre il confine c'č per sempre il sole



Lella  ©





Nemmeno il sospiro di un sogno

non c'č, stasera, quella luna sorniona

che s'infila tra i tetti

sorridendo di noi affacciati sul mondo

con la nebbia sugli occhi

sotto quattro coperte di lana.

La rincorsa di un tempo ormai perso

s'aggomitola in fondo

e guardando al di lą della siepe

ogni angolo č avvolto nel buio.

Nemmeno il sospiro d'un sogno

sa ridare, stasera, un colore al domani.

 

Lella  ©


Na' tazzulell 'e cafč

la tazza di caffč fatta al mattino
vecchia napoletana e macinino
la giri quando senti che borbotta
č un rito consumato senza fretta

tazza sottile, al massimo un bicchiere
e il cucchiaino gira lentamente
rimescola la crema a bolla fine
mentre l'aroma obnubila la mente

seduta al fresco sotto il porticato
sorridi ripensando al tuo passato
la tazza ancora fuma tra le mani
un buon caffč ti porta nel domani

 

Lella  ©




La casa dei lillą

aveva un muro alto di mattoni

e rose rampicanti sui balconi

dei gelsomini dal profumo antico

ed una vecchia sedia di bambł



vicino a un tavolino sgangherato

un cesto con un cespo d'insalata

guanti di cuoio, un paio di cesoie

ed un cappello giallo a tesa in su



La chiamano la casa dei lillą

per quel disegno mezzo consumato

un cane e un pappagallo colorato

col gatto che li guarda a testa in gił


Lella  ©


Il tempo e la vita

il tempo, insieme di attimi
a cui si aggrappa il giorno,

nuvola sciolta al primo raggio di luce

o un filo teso di panni al sole

Scorre

e nel suo scorrere lento

raccolgo la vita

Lella  ©



Il sole che s'affaccia tra gli scuri

se non ci fosse l'aria del mattino

che mi rinfresca un sonno faticoso

e spruzza di rugiada i mie pensieri

sarebbe pił difficile la vita

e aprire gli occhi per guardare il giorno

Ma il sole che s'affaccia tra gli scuri

riverbera negli occhi addormentati

e nonostante il tempo di salita

mi scuce dalle tasche quasi vuote

la voglia di un sorriso e d'un buon giorno

Sonnecchia il gatto steso al davanzale

si crogiola nell'ozio al primo sole

respira quel profumo di limone

che stempera quest'aria contadina

che scivola in un giorno a pieno sole

 

Lella  ©




Ha tra le mani il tempo consumato
e il mento che s'appoggia sul bastone;
lo sguardo un po' curioso, gli occhi accesi
due vetri spessi scendono sul naso

Seduto su una panca sverniciata
in mezzo a un chiacchierio di bambini
in tasca l'immancabile giornale
calato in fronte il vecchio Borsalino

Leggero il vento, porta sogni antichi
ricordi di una vita da travet
nel grigio di un vestito non sgualcito
camicia con cravatta ed un gilet

il passo frettoloso della gente
lo rende trasparante a questa vita
e all'ombra di una musica infinita
li guarda e riconosce la fatica

 

Lella  ©

Su questa roccia di sale

 

con una pioggia senza tregua
che distorce l'anima
soffiando d'abitudine, di solitudine
sommersi da una nebbia che non avvolge i contorni

all'acqua di un oceano ho appoggiato i remi
soffiava un vento caldo di ponente
mentre il tempo passava di traverso all'onda
battendo la mia roccia di sale

 

Scampoli d'attese

č gią domani
col freddo che ti piomba addosso
e il fango alle caviglie
che attanaglia questa vita fiacca
Domani di polvere sui vetri
e tende sfilacciate alle finestre
di scampoli d'attese sospirate
e appunti della vita scritti a china
Ritornerą lo spicchio azzurro
in mezzo a questo cielo grigio
e quel profumo dolce di mimosa
accenderą di sole un giorno nuovo
ma ancora soffia il vento di ponente
e la schiarita tarda ad arrivare

 

 

L'ultima veritą

biglietto sola andata in questa vita
passata tra la gente a raccontare
con la curiositą d'un bimbo e la follia
di andare in cerca delle veritą perdute

biglietto solo andata, questa č la vita !
mi vesto dei mie sogni e vado via
l'ultima veritą l'ho raccontata
riprendo il passo all'ultima fermata

scritta in risposta alla bella lirica di Eufemia Griffo
il blog di Eufemia e Fabrizio



Con gli anni calati sugli occhi

ma se un giorno,
fermandoti al primo binario,
ti accorgessi del passo sbagliato
e degli anni calati sugli occhi.
Al di la della siepe, col sole un po' stanco
e un'Aprile sfumato d'azzurro,
non si contano i sogni rincorsi per strada
con la fretta che scuce anche l'orlo
e la polvere alzata in sentieri sterrati
Al di la, quando il tempo ha finto la corsa
e parole sbiadite non segnano il passo alla vita,
io m'immagino siepi di rose canine
e profumo, nell'aria, di fresco.









 

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