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Nel cielo
ombrato di nubi
io non so dove l'aquila prenda il
volo
ne' so dove il cielo e la terra si
tuffano al confine
ma mi par di volare quando, nel
cielo ombrato di nubi,
s'affaccia timido un raggio di sole
a rischiarare anche l'anima assopita
oltre il confine c'č per sempre il
sole
Lella © |
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Nemmeno il
sospiro di un sogno
non c'č, stasera, quella luna
sorniona
che s'infila tra i tetti
sorridendo di noi affacciati sul
mondo
con la nebbia sugli occhi
sotto quattro coperte di lana.
La rincorsa di un tempo ormai perso
s'aggomitola in fondo
e guardando al di lą della siepe
ogni angolo č avvolto nel buio.
Nemmeno il sospiro d'un sogno
sa ridare, stasera, un colore al
domani.
Lella © |
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Na' tazzulell
'e cafč
la tazza di caffč fatta al mattino
vecchia napoletana e macinino
la giri quando senti che borbotta
č un rito consumato senza fretta
tazza sottile, al massimo un
bicchiere
e il cucchiaino gira lentamente
rimescola la crema a bolla fine
mentre l'aroma obnubila la mente
seduta al fresco sotto il porticato
sorridi ripensando al tuo passato
la tazza ancora fuma tra le mani
un buon caffč ti porta nel domani
Lella © |
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La casa dei
lillą
aveva un muro alto di mattoni
e rose rampicanti sui balconi
dei gelsomini dal profumo antico
ed una vecchia sedia di bambł
vicino a un tavolino sgangherato
un cesto con un cespo d'insalata
guanti di cuoio, un paio di cesoie
ed un cappello giallo a tesa in su
La chiamano la casa dei lillą
per quel disegno mezzo consumato
un cane e un pappagallo colorato
col gatto che li guarda a testa in
gił
Lella © |
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Il tempo e la
vita
il tempo, insieme di attimi
a cui si aggrappa il giorno,
nuvola sciolta al primo raggio di
luce
o un filo teso di panni al sole
Scorre
e nel suo scorrere lento
raccolgo la vita
Lella © |
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Il sole che
s'affaccia tra gli scuri
se non ci fosse l'aria del mattino
che mi rinfresca un sonno faticoso
e spruzza di rugiada i mie pensieri
sarebbe pił difficile la vita
e aprire gli occhi per guardare il
giorno
Ma il sole che s'affaccia tra gli
scuri
riverbera negli occhi addormentati
e nonostante il tempo di salita
mi scuce dalle tasche quasi vuote
la voglia di un sorriso e d'un buon
giorno
Sonnecchia il gatto steso al
davanzale
si crogiola nell'ozio al primo sole
respira quel profumo di limone
che stempera quest'aria contadina
che scivola in un giorno a pieno
sole
Lella © |
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Ricordi di una
vita da travet
Ha tra le mani il tempo consumato
e il mento che s'appoggia sul
bastone;
lo sguardo un po' curioso, gli occhi
accesi
due vetri spessi scendono sul naso
Seduto su una panca sverniciata
in mezzo a un chiacchierio di
bambini
in tasca l'immancabile giornale
calato in fronte il vecchio
Borsalino
Leggero il vento, porta sogni
antichi
ricordi di una vita da travet
nel grigio di un vestito non
sgualcito
camicia con cravatta ed un gilet
il passo frettoloso della gente
lo rende trasparante a questa vita
e all'ombra di una musica infinita
li guarda e riconosce la fatica
Lella © |
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Su questa
roccia di sale
con una pioggia senza tregua
che distorce l'anima
soffiando d'abitudine, di solitudine
sommersi da una nebbia che non
avvolge i contorni
all'acqua di un oceano ho appoggiato
i remi
soffiava un vento caldo di ponente
mentre il tempo passava di traverso
all'onda
battendo la mia roccia di sale
Lella © |
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Scampoli
d'attese
č gią domani
col freddo che ti piomba addosso
e il fango alle caviglie
che attanaglia questa vita fiacca
Domani di polvere sui vetri
e tende sfilacciate alle finestre
di scampoli d'attese sospirate
e appunti della vita scritti a china
Ritornerą lo spicchio azzurro
in mezzo a questo cielo grigio
e quel profumo dolce di mimosa
accenderą di sole un giorno nuovo
ma ancora soffia il vento di ponente
e la schiarita tarda ad arrivare
Lella © |
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L'ultima
veritą
biglietto sola andata in questa vita
passata tra la gente a raccontare
con la curiositą d'un bimbo e la
follia
di andare in cerca delle veritą
perdute
biglietto solo andata, questa č la
vita !
mi vesto dei mie sogni e vado via
l'ultima veritą l'ho raccontata
riprendo il passo all'ultima fermata
scritta in risposta alla bella
lirica di Eufemia Griffo
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Con gli anni
calati sugli occhi
ma se un giorno,
fermandoti al primo binario,
ti accorgessi del passo sbagliato
e degli anni calati sugli occhi.
Al di la della siepe, col sole un
po' stanco
e un'Aprile sfumato d'azzurro,
non si contano i sogni rincorsi per
strada
con la fretta che scuce anche l'orlo
e la polvere alzata in sentieri
sterrati
Al di la, quando il tempo ha finto
la corsa
e parole sbiadite non segnano il
passo alla vita,
io m'immagino siepi di rose canine
e profumo, nell'aria, di fresco. |