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Sui figli
E una donna che reggeva un bambino al
seno disse:
Parlaci dei Figli.
E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono figli e figlie della sete che la
vita ha di sé stessa.
Essi vengono attraverso di voi, ma non
da voi,
E benché vivano con voi non vi
appartengono.
Potete donare loro amore ma non i vostri
pensieri:
Essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma
non alle loro anime:
Esse abitano la casa del domani, che non
vi sarà concesso visitare neppure in
sogno.
Potete tentare di essere simili a loro,
ma non farvi simili a voi:
La vita procede e non s'attarda sul
passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come
frecce vive, sono scoccate in avanti.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero
dell'infinito, e vi tende con forza
affinché le sue frecce vadano rapide e
lontane.
Affidatevi con gioia alla mano
dell'Arciere;
Poiché come ama il volo della freccia
così ama la fermezza dell'arco.
Kahlil Gibran

Amico mio, io non sono
ciò che sembro.
L'apparenza è come un abito che indosso,
un abito che protegge me dai tuoi
interrogativi
e te dalle mie negligenze.
Amico mio, l' "io" dimora in me nella
casa del silenzio
e lì rimarrà per sempre,
impercettibile e inavvicinabile.
Non voglio che tu creda ciecamente in
ciò
che dico o faccio, le mie parole e le
mie azioni infatti
non sono altro che i tuoi pensieri e le
tue speranze resi tangibili.
Quando tu dici "Il vento spira verso
est",
io confermo "Sì, spira proprio in quella
direzione";
perchè non voglio che tu sappia che la
mia mente
non dimora nel vento ma nel mare.
Tu non puoi capire i miei pensieri
trasportati dalle onde, nè voglio che tu
lo faccia.
Preferisco navigare da solo.
Quando da te è giorno , da me è notte;
e pure descrivo il mezzogiorno che danza
sulle colline e
la furtiva ombra purpurea che attraversa
la valle;
perchè tu non puoi udire il canto della
mia oscurità
Nè vedere il battito delle mie ali
contro le stelle;
del resto, meglio così.
Rimarrò solo con la mia notte.
Quando tu ascendi al Paradiso,
io scendo dall'inferno;
e quando, dalla riva opposta del golfo
che ci separa,
mi chiami: "compagno, amico ",
a mia volta ti chiamo "compagno, amico "
poiché non voglio che tu veda il mio
Inferno.
La fiamma ti brucerebbe gli occhi
e il fumo ti invaderebbe le narici.
E io amo troppo il mio Inferno per
fartelo visitare.
Resterò all'Inferno da solo.
Tu ami la Verità,
la Bellezza,
la Giustizia
e io per amor tuo dico che amare è
giusto e decoroso,
anche se dentro di me rido del tuo
amore.
Ma non voglio che tu lo veda.
Riderò da solo.
Amico mio, tu sei buono, cauto e saggio,
certo , sei perfetto.
Anch'io, benchè sia pazzo,
quando parlo con te lo faccio con
saggezza e con cautela,
mascherando la mia pazzia.
Sarò pazzo da solo.
Amico o nemico che tu sia,
come posso farti capire?
Anche se camminiamo insieme,
mano nella mano, la mia strada non è la
tua.
Kahlil Gibran

L'amore, come un corso
d'acqua,
deve essere in continuo movimento,
ed è proprio per quello che tu fai con
me.
Ma che cosa accade alla maggioranza
delle coppie?
Credono che le acque del fiume
scorrano per sempre, e non se ne
preoccupano più. Poi arriva
l'inverno, e le acque gelano.
Solo allora comprendono che niente,
in questa vita, è assolutamente
garantito.
K.Gibran

Pensare a te in questa
sera
non significa averti ancora nel cuore
non trovo,nella mia solitudine,
qualcosa che mi leghi ancora a te,
Il profumo della campagna,il canto dei
grilli,
la luce delle stelle, sono presenti in
tutto ciò che ho intorno
ma non sento la mancanza di te.
Nel tramonto che non vuol più morire
Vorrei ritrovare il tuo sguardo
Ma lascio che i miei pensieri vadano
altrove
Anche se l'immagine di te forse più
vera,
quella sincera,dove il tuo abbraccio
mi faceva battere forte il cuore…
la vorrei ritrovare un giorno
dentro il mio presente
o,forse,in qualcosa che mi mancava ieri.
(Ciò che è più amaro nel dolore di oggi
è il ricordo della gioia di ieri.)
K.Gibran

Allora Almitra di
nuovo parlò e disse: Che cos'è il
Matrimonio, maestro ?
E lui rispose dicendo:
Voi siete nati insieme e insieme starete
per sempre.
Sarete insieme quando le bianche ali
della morte disperderanno i vostri
giorni.
E insieme nella silenziosa memoria di
dio.
Ma vi sia spazio nella vostra unione,
E tra voi danzino i venti dei cieli.
Amatevi l'un l'altro, ma non fatene una
prigione d'amore:
Piuttosto vi sia un moto di mare tra le
sponde delle vostre anime.
Riempitevi l'un l'altro le coppe, ma non
bevete da un'unica coppa.
Datevi sostentamento reciproco, ma non
mangiate dello stesso pane.
Cantate e danzate insieme e state
allegri, ma ognuno di voi sia solo,
Come sole sono le corde del liuto,
benché vibrino di musica uguale.
Donatevi il cuore, ma l'uno non sia di
rifugio all'altro,
Poiché solo la mano della vita può
contenere i vostri cuori.
E siate uniti, ma non troppo vicini;
Le colonne del tempio si ergono
distanti,
E la quercia e il cipresso non crescono
l'una all'ombra dell'altro.
Kahlil Gibran |