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Freccia
Ottobre
2005 –
giornata
grigia e
piovigginosa
- sono
al
lavoro e
il mio
capo
entra in
ufficio
con un
gattino
piccolissimo
in
braccio:
“l’ho
trovato
per la
strada
da solo
sotto
l’acqua
e così
l’ho
raccolto…non
potevo
lasciarlo
lì…tienilo”
Io ho
subito
preso in
braccio
quel
batufolino
dolce ed
è
rimasto
lì a
dormire
su una
sedia
per
tutta la
mia
giornata
lavorativa….
pensavo
però di
non
poterlo
tenere…attaccai
un
avviso
nel caso
qualcuno
l’avesse
smarrito
e
telefonai
subito
alla
mamma
del mio
fidanzato
per
sapere
se lo
voleva…niente…intanto
io già
maturavo
l’idea
di
tenerlo
anche
perché
mi
ricordava
tantissimo
la mia
gatta
Lilli di
quando
ero
ragazza.
Per me
era mia
sorella
dormiva
sempre
con me,
ci
volevamo
un gran
bene ma
dopo
tredici
anni
mandai
mia
mamma a
farla
sopprimere
perché
soffriva
troppo
con il
male che
aveva ai
polmoni.
Da lì mi
dissi
che non
avrei
più
portato
in casa
animali…si
soffre
troppo.
Una foto
della
Lilli la
conservo
ancora
adesso,
che sono
passati
11 anni,
nel
cassetto
a fianco
il mio
letto e
ogni
tanto la
guardo e
spesso
le mando
un
pensiero.
Decisi
subito
di
chiamare
quel
gattino
freccia
e già
dal
primo
giorno
si
notava
che non
poteva
fare
altro
che
diventare
della
mia
famiglia
: dolce
e
coccolone
ma allo
steso
tempo
grintoso…forte
ma allo
stesso
tempo
bisognoso
di
compagnia
e triste
alla
solitudine…sembrava
proprio
sangue
mio e di
mio
figlio.
Così i
giorni
passavano..
io lo
amavo
sempre
di più e
mio
figlio
non
potete
immaginare
che
gioia
negli
occhi
per
avere
finalmente
un
fratello
che da
tempo
desiderava…
Ora
freccia
(gatto
velocissimo
nella
corsa…azzeccai
il nome
perfetto)
è
diventato
un
gattone
che
ancora
ti fa
gli
agguati
nel
corridoio
nascosto
al buio
e che
ancora è
difficile
nel
mangiare
(mi fa
sprecare
tanto di
quelle
scatolette…
e
nemmeno
la
salsiccia
o il
prosciutto
gli
piacciono).
Ancora a
volte
qualcuno
mi dice
di darlo
via
essendo
comunque
un
impegno
per una
vita
tutta di
corsa
come la
mia
(purtroppo
spesso
devo
lasciarlo
da solo
ma meno
male che
c’è la
“mamma”
della
gatta
Tata che
mi aiuta
quando
non ci
sono..gli
dà da
mangiare
e lo fa
giocare),
senza
contare
poi la
spesa
economica….ma
io gli
rispondo
che non
solo ne
soffrirebbe
tanto
mio
figlio
ma non
si può
rinunciare
a
qualcosa
che il
destino
ha
mandato...si
perché
io penso
che il
destino
ha
voluto
finalmente
darmi
una
famiglia
più
completa
con
l’arrivo
di
questo
gattino
infatti
da quel
giorno
io e il
mio
bimbo ci
siamo
sentiti
molto
meno
soli
senza
contare
che per
me in
Freccia
vive lo
spirito
della
mia
Lilli
che mai
scorderò.
Betty |